"Importante è riconoscere ciò che è l'essenziale ed osare di esprimerlo: ma ciò significa dir molto in poche parole" (Goethe)
Va bene, hai ragione,
se ti vuoi ammazzare.
Vivere é un offesa
che desta indignazione...
Ma per ora rimanda...
E’ solo un breve invito, rinvialo.
Va bene, hai ragione,
se ti vuoi sparare.
Un giorno lo farai
con determinazione.
Ma per ora rimanda...
E’ solo un breve invito, rinvialo.
Questa parvenza di vita
ha reso antiquato il suicidio.
Questa parvenza di vita, signore,
non lo merita...
solo una migliore.
Time slips away
And the light begins to fade
And everything is quiet now
Feeling is gone
And the picture disappears
And everything is cold now
The dream had to end
The wish never came true
And the girl
Starts to sing
Seventeen seconds
A measure of life
Seventeen seconds
Sai Maude, questo è un caso molto, molto complicato. Ci sono un sacco di input ed output, ma fortunatamente io rispetto un regime di droghe piuttosto rigido per mantenere la mente flessibile.
Il Grande Lebowski
Siamo dalla parte di Spessotto, da appena nati dalla parte di sotto,
senza colletto, senza la scrima, senza il riguardo delle bambine.
Dalla parte di Spessotto il tè di ieri riscaldato alle otto,
i compiti fatti in cucina nella luce bassa della sera prima.
Dalla parte di Spessotto con la palla dentro il canotto,
col doppiofondo nella giacchetta, col grembiule senza il fiocco.
Timorati del domani, timorati dello sbocco,
siamo dalla parte di Spessotto.
Siamo la stirpe di Zoquastro, i perenni votati all'impiastro,
sulla stufa asciuga l'inchiostro dei fogli caduti nel fosso salmastro.
Dalla parte della colletta, dell'acqua riusata nella vascetta,
il telefono col lucchetto e per natale niente bicicletta.
Dalla parte di Spessotto e se non funziona vuol dire che è rotto,
dalla parte del porcavacca e se nn lo capisci allora lo spacchi.
L'oscurità come un gendarme già mi afferra l'anima,
attardàti qui in mezzo alla via,
non siamo per Davide, siamo per Golia.
Non per Davide e la sua scriva,
non per i primi anche alla dottrina,
con il tarlo dentro all'orecchio
laflanellusi (?) che ci mangia il letto,
con i peccati da regolare le penitenze da sistemare,
sei anni e sei già perduto
e quando t'interrogano rimani muto, muto.
Dalla parte di spessotto,
che non la dicono non chiara che non la dico non vera
che non la dico non sincera, tieniti i guai nei salvadanai,
se resti zitto mai mentirai.
Adamo nobile, Carmine equivoco,
Rocco Crocco e la banda Spessotto,
imboscati in fondo alla stiva,
negli ultimi banchi della fila,
abbagliati dalla balena, nella pancia della falena,
clandestini sopra alla schiena,
gettati al mare delle anime in pena,
evasi dal compito, evasi dall'ordine,
imbrandati sotto a un trastino,
a giocarcela a nascondino di soppiatto allo sguardo divino.
E il paradiso nostro è questo qua,
fuori dalla grazia, fuori dal giardino.
Va la notte che verrà non siamo più figli del ciel,
figli del ciel, figli del cielo,
ma di quei farabutti di Adamo e di Eva.
L'oscurità come un gendarme già mi afferra l'anima,
ha tardato qui in mezzo alla via, già mi prende e mi porta
Dalla parte di Spessotto, dalla parte finita di sotto,
ma siamo tutti finiti per terra, tutti a reggerci le budella,
gli ubriachi, brutti dannati, ma pure i sobri, belli fortunati.
E quando verrà il giorno che avrò il giudizio,
dirò da che parte è intricato il mio vizio,
per che pena pagherò il dazio, in che risma sono dall'inizio.
Da che giorno ho levato il mio canto
da che pietra dato fuoco al pianto
perchè cielo ho sparso il mio botto
non da Davide solo da Spessotto..
E il paradiso nostro è questo quà fino alla notte che verrà
non siamo più figli del ciel, figli del cielo non da Davide
solo da Spessotto!
"Non smetteranno mai di raccontarlo. Perchè nessuno possa dimenticare di quanto sarebbe bello se, per ogni mare che ci aspetta, ci fosse un fiume, per noi. E qualcuno - un padre, un amore, qualcuno - capace di prenderci per mano e di trovare quel fiume - immaginarlo, inventarlo - e sulla sua corrente posarci, con la leggerezza di una sola parola, addio. Questo, davvero, sarebbe meraviglioso. Sarebbe dolce, la vita, qualunque vita. E le cose non farebbero male, ma si avvicinerebbero portate dalla corrente, si potrebbe prima sfiorarle e poi toccarle e solo alla fine farsi toccare. Farsi ferire, anche. Morirne. Non importa. Ma tutto sarebbe, finalmente, umano. Basterebbe la fantasia di qualcuno - un padre, un amore, qualcuno. Lui saprebbe inventarla una strada, qui, in mezzo a questo silenzio, in questa terra che non vuole parlare. Strada clemente, e bella. Una strada da qui al mare."
I'm so lonely but that's okay I shaved my head...
And I'm not sad
And just maybe I'm to blame for all I've heard...
But I'm not sure
I'm so excited, I can't wait to meet you there...
But I don't care
I'm so horny but that's okay...
My will is good - hey, hey, hey
il valium mi rilassa
il serenase mi stende
il tavor mi riprende
c'è chi mi dà energia
e chi me la porta via
e voi cosa volete?
di che cosa vi fate?
dov'è la vostra pena?
qual'è il vostro problema?
perchè vi batte il cuore?
per chi vi batte il cuore?
meglio un medicinale
o una storia infernale?
meglio giornate inerti
o dei capelli verdi?
eppur tutto va bene
va proprio tutto bene
manca un po' di appetito e
il valium per dormire l'ho finito
"quando ci penso vorrei tornare
dalla mia bella al casolare
Emilia mia Emilia in fiore
tu sei la stella tu sei l'amore"
e voi cosa volete?
di che cosa vi fate?
dov'è la vostra pena?
qual'è il vostro problema?
perchè vi batte il cuore?
per chi vi batte il cuore?
Mi hai rubato l'esistenza
Mon amour
Soffocato la speranza
Hasta cuando
Hai inquinato la mia vita
Tous les jours
Sei il veleno che è in me
Hai aperto le mie vene
Por favor
Mi hai costretto alle catene
Olvidado
Calpestato la mia ombra
S'il vous plait
Sei il veleno che è in me
Sei il veleno che è in me
Notte di luna nera
Noche de soledad
Notte di luna nera
Noche de rebellion
Mi cancelli la memoria
Mon amour
Hai truccato le mie carte
You're a junkie
Mi hai bruciato tutti i libri
Todo el dia
Sei il veleno che è in me
Mi hai buttato giù in galera
Olvidado
Hai gettato via le chiavi
Hasta cuando
Eliminato dalla Storia
Mon amour
Sei il veleno che è in me
Sei il veleno che è in me
Notte di luna nera
Noche de soledad
Notte di luna nera
Noche de rebellion
Se voglio che s'avveri il sogno
Che ho fatto da bambino
Mi devo stare vicino, fin troppo
Per imparare le cose non le devo disprezzare
Potrei finire male, o troppo normale
E se cerco di parlarti non ci sei mai
Non so come dirti che vorrei te al mio fianco
Ascolto volentieri da chi mi sa spiegare
Quello che poi uso per comunicare
Non voglio fare del male, vengo costretto
Ti può tradire anche l'amico migliore
E se voglio ritrovare la ragione
Devo cominciare da me
Rivelarmi in questa mia contraddizione:
Saper scegliere una fine e starla ad aspettare
Se fosse facile non ci sarebbe gusto
così aspetterò l'estate per dirti che i miei occhi non sono grigi
(al mio amico A.)
I posti hanno un’anima. Noi lo sappiamo da tempo, da molto tempo…Da sempre.
Lo sappiamo che dentro al cuore pulsante di un luogo, risuona la voce delle acque e il murmure ventoso.
Sappiamo che il respiro della terra produce messaggi, e lamenti, e rimproveri.
Che i posti sono tavole imbandite, tavole senza padroni, dove gli affamati trovano cibo: basta piegarsi a raccoglierlo, basta piegarsi a seminarlo…
Sappiamo che questo non è il mondo che volevamo, ma quello che abbiamo.
La sua differenza la fa, altrochè se la fa. Perché da qualche parte qualcosa si è rotto: a quelle tavole mangiano in pochi.
E respira affannato, questo posto. E la sua anima è un cristallo incrinato.
Questo lo sappiamo….
Sappiamo, per esempio, che il pregiudizio è merce comune. Sappiamo che accontentarsi non è necessariamente un modo per arrendersi.
Di fronte allo scatto ineluttabile, al click automatico dei collegamenti naturali, sappiamo abbassare la testa.
Sappiamo che gli altri sanno e che noi impariamo.
Ma ci costa. Ci costa passare per quelli che sopportano, per quelli che comunque capiscono.
Sappiamo che ci piacerebbe non capire, dare sfogo alla rabbia.
Ma siamo tenuti a freno da ceppi antichissimi, troppo pesanti. Strati su strati di teste chinate, di ragionamenti, di comprensione.
Sappiamo che dobbiamo faticare molto a costruirci una credibilità che resta comunque labile, col piattino per le elemosine sempre teso verso gente distratta e la lacrima pronta per l’occorrenza.
E quante lacrime! Perché siamo fanciulli. Bambinetti malfermi sulle gambe, che si irrigidiscono alle volte….
Sappiamo che c’è chi ha deciso per noi e che il nostro posto è segnato.
Questo lo sappiamo….
La verità, per esempio, che ci inchimera, che si fa vedere a pezzi come una spogliarellista poco esperta, un po' goffa. Come una donna che, alla fine, cambia idea...
Sappiamo che è un dare e un avere.
Sappiamo che la conoscenza non è di questo mondo. E che le spiegazioni son voci, voci del luogo. Sono canti di un coro che modula ai quattro venti.
Sappiamo che tutta la verità è sulla bocca di tutti...
_Marcello Fois_DURA MADRE
